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mercoledì 6 ottobre 2010

Feedback sul seminario Marketing e Analisi di Dati per i clienti strategici


Come avrete visto leggendo questo blog, nei giorni 28 e 29 Settembre ho avuto il piacere di tenere un seminario dedicato all'analisi di dati in collaborazione con ITER srl di Milano.
Non mi sono dimenticata di raccontarvi come è andata, ma ho preferito aspettare e raccogliere il feedback da una partecipante: Sara Giorgini che si occupa di marketing e dati per l'azienda Grasselli spa.
Dal mio punto di vista è stata un'esperienza molto stimolante: il contatto con i corsisti ti mette a confronto con realtà aziendali dalle logiche di business e dalle dimensioni anche molto diverse.
Lascio quindi la parola a Sara.
Vi farò sapere se verranno fissate altre date per il seminario.
A presto!


Ho partecipato il 28 e 29 settembre scorso al seminario Marketing ed Analisi Dati presso Iter srl a Milano. Il seminario si è rivelato molto interessante e coerente con il mio obiettivo: “apprendere tecniche di analisi da poter applicare al business della azienda in cui lavoro”. La prima parte è stata teorica e mi è servita ad imparare l'importanza delle informazioni qualitative e dell'aggiornamento costante di dati/informazioni. La seconda giornata ha mostrato come mettere in pratica gli insegnamenti, come rendere quantitative le informazioni qualitative, come farlo, cosa analizzare, dove reperire le informazioni, etc. Ci sono stati mostrati esempi pratici, che mi hanno dato spunti di riflessione, sui quali intendo impostare il mio lavoro in azienda.



Consiglierei di partecipare al seminario a tutti coloro che sono interessati al marketing, alle tecniche di analisi per gestire al meglio il proprio business e i propri clienti. Ritengo che in versione ridotta, questo seminario sia interessante per la forza vendite e il management di ogni azienda.


L'unica cosa che mi è mancata è stata l'applicazione pratica di tutti questi insegnamenti. Suggerisco quindi alla relatrice di introdurre esercitazioni pratiche che aiutano a rinforzare l'apprendimento e a coinvolgere maggiormente l'attenzione dei partecipanti.

Sara Giorgini

lunedì 2 agosto 2010

5 domande per 1 utente


Quante volte soluzioni o funzionalità dei sistemi di Business Intelligence richieste direttamente dagli utenti vengono poi ignorate nel momento in cui sono realmente implementate?
Si danno agli utenti gli strumenti che loro stessi domandavano, quindi perchè non vengono usati?

Il fatto è che molto spesso ciò che gli utenti dicono e ciò che intendono non corrispondono.
Prima di iniziare il processo di implementazione di una applicazione di Business Intelligence, il professionista IT parlerà con gli utenti per conoscere le loro necessità e le loro richieste.
Si informerà riguardo a che tipo di informazioni servono ed in che formato dovranno essere visualizzabili e gestibili.
Solitamente verranno date risposte diverse, per cui la flessibilità sembrerà fondamentale.
Molto spesso infatti risulterà necessario poter rispondere a richieste ad hoc, poichè il tipo di informazione richiesto potrà cambiare continuamente.
Il professionista IT deve quindi interpretare queste "richieste ad hoc" e questa "flessibilità" come necessità per il tool di Business Intelligence e Data Warehouse.

Ma chi si occupa di implementare Business Intelligence dice che più del 90% degli utenti non ha in realtà ne il tempo ne gli skill per usare il tool di BI.
In altre parole, le risposte degli utenti e l'interpretazione ad esse data dal professionista IT non corrispondono. Questo scenario può sembrare strano o estremo.
Ma la verità è che gli utenti spesso inconsapevolmente forniscono informazioni non corrette quando esprimono le proprie necessità in ambito di reportistica, mentre l'IT dal canto suo considera erroneamente che gli utenti sappiano cosa intendono quando chiedono cose come un tool ad hoc.

Ci sono 5 cose importanti che è necessario farsi dire dagli utenti prima di fornire loro tecnologie:

1- Quanto sono skillati gli utenti dal punto di vista tecnico?

2- Quanto tempo possono dedicare gli utenti a reperire, accedere ed analizzare le informazioni?

3- A che tipo di domande dovranno rispondere gli utenti?

4- Quanto spesso viaggiano?

5- Quanto puntuali dovranno essere i dati a cui avranno accesso?

Rispondendo a questa domande si dovrebbe essere in grado di tracciare una mappa delle esigenze piuttosto precisa. Che ne dite? Siete d'accordo o ci stiamo dimenticando qualcosa?

sabato 17 luglio 2010

Excel: corsi e ricorsi


Quando mi assegnarono il ruolo di Business Data Analyst all'interno del Marketing, l'azienda mi iscrisse ad un corso di Excel avanzato (per intenderci non quello base che parte dalla descrizione del foglio di calcolo composto da celle ordinate in righe e colonne) presso un noto fornitore di corsi di formazione informatici di Milano.

Sono passati anni ormai, ma ancora ricordo che cosa successe: mi trovai di fronte un ragazzino giovanissimo, che ripeteva pedissequamente la lezioncina e non appena gli si rivolgeva una domanda, non poteva far altro che aprire la famigerata Guida di Excel...

Chi si occupa di dati sa quanto Excel sia importante e quanto la buona conoscenza derivi unicamente dall'utilizzo reale dell'applicazione.
Fare un corso, ottenere una certificazione, è sempre una bella cosa, anche per il proprio Curriculum Vitae, ma di sicuro vi consiglierei, se siete all'inizio, di passare un po' di tempo con i colleghi del Finance o dell'IT, per farsi dare indicazioni e formule magiche che in seguito vi potrebbero salvare la vita (intesa in termini di tempo e rompicapo :-)

Non è possibile purtroppo sapere in anticipo che tipo di docente vi aspetti fuori dall'azienda. Cosa che non accade invece con i propri colleghi. Mentre ci auspichiamo che nel corso degli anni la selezione degli insegnanti sia migliorata, il famoso Training on the Job può andare benissimo.
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